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RISULTATI DELLE ANALISI CHIMICO - FISICHE DEI
SEDIMENTI
ANALISI DEI RISULTATI DEI SEDIMENTI
La classificazione dei sedimenti relativi alla campagna condotta nel 2004 è riportata nelle due seguenti tabelle.
E’ necessario precisare che quest’anno, come nel 2003, nei sedimenti dei cinque laghi è stato ricercato il cromo esavalente e non il cromo totale che è il dato richiesto dalla tabella svedese, per cui non è stato possibile classificare la classe svedese per questo tipo di parametro. Tale scelta è stata determinata dal fatto che il cromo in natura, si presenta prevalentemente in due stati d'ossidazione, Cr(III) e Cr(VI). Le due specie si comportano in maniera completamente diversa, tanto da giustificare quello che è noto come paradosso del cromo. Il Cr(III) è un micronutriente per i mammiferi e per l'uomo, essendo un costituente essenziale di un fattore di tolleranza del glucosio (GTF). Le informazioni sul ruolo del Cr(VI) sono invece drasticamente differenti. Esso non ha ruoli biologici noti, ed è caratterizzato da una tossicità da dieci a cento volte superiore. Sono citati casi di tossicità orale acuta e cronica, per inalazione, dermica e sistemica, di citotossicità, genotossicità e, infine, di carcinogenicità. Le analisi dei sedimenti hanno evidenziato discrete concentrazioni di metalli pesanti in tutti e cinque i laghi, con classi svedesi variabili tra la seconda e la quarta, valore quest’ultimo rinvenuto solo nel lago di S. Caterina per il cadmio. Mercurio ed arsenico rientrano sempre in una seconda classe svedese con una sola eccezione del lago di Corlo, in cui entrambi i valori rientrano in una classe 3. In quest’ultima classe svedese rientrano anche i sedimenti del lago di S. Croce per quanto riguarda cadmio e nichel. Lo stesso vale per piombo e zinco del lago di S. Caterina, cadmio, piombo e zinco di Cadore, cadmio e rame di Alleghe, ed infine cadmio, piombo e rame, oltre ai già citati mercurio ed arsenico, di Corlo. Rispetto all’anno scorso è notevolmente migliorata la concentrazione del mercurio, che era presente in tutti i laghi in classe 5 e solo nel Cadore in classe 3; è migliorata la situazione di piombo e rame nel lago di S. Croce anche se l’arsenico è passato da una prima ad una seconda classe svedese ed il nichel da una seconda ad una terza; zinco e nichel in S. Caterina sono passati rispettivamente da una quarta ad una terza e da una seconda ad una prima classe così come il piombo nel lago di Alleghe ed il nichel nel Corlo. Zinco nel Cadore e cadmio ad Alleghe sono invece peggiorati, passando da una seconda ad una terza. Nel complesso si può affermare che c’è stato comunque un miglioramento in ciascun lago esaminato e che dai dati di quest’anno il bacino di Corlo risulta, secondo la classificazione svedese, quello maggiormente interessato dalla presenza di metalli pesanti, infatti ben cinque degli otto parametri esaminati rientrano in una terza classe. Sui sedimenti è stata valutata anche la composizione granulometrica di cui, nella seguente tabella, vengono riportati i valori medi e nella successiva figura i valori percentuali riferiti ai singoli punti di prelievo.
Tutti i punti di campionamento dei cinque laghi sono caratterizzati dalla
prevalenza della componente limosa. Prendendo in considerazione le altre
due componenti, argilla e sabbia, possiamo notare che, per quanto riguarda
il lago di S. Croce, i punti 82 e 83 hanno un’uguale composizione
in argilla (25%), mentre il punto 84 si contraddistingue per una maggiore
abbondanza di questa componente (41%). Nel lago di Corlo il punto 86 è
contraddistinto da una maggior componente argillosa (32%), mentre il punto
85 da sabbia (30%). Anche il lago di Alleghe presenta nel punto 81 una
composizione percentuale più alta in argilla (26%) e nel punto
80 la prevalenza di sabbia (38%). Il lago di Cadore presenta nei punti
77 e 78 un uguale ripartizione tra argilla e sabbia e la prevalenza della
componente sabbiosa nel punto 79. Analizzando i risultati dei potenziali redox di tutti i laghi, riportati
nella precedente figura, possiamo vedere come i valori riscontrati siano
sempre molto negativi, con un minimo di -297 nel punto 81 del lago di
Alleghe ed un massimo di –143 nel lago di S. Caterina. Di seguito si riporta una figura esemplificativa delle concentrazioni
di fosforo assimilabile nei cinque laghi indagati. Il fosforo assimilabile rappresenta la componente in forma effettivamente
utilizzabile e che quindi entra direttamente nel ciclo vitale dell’ecosistema
lago e viene espresso in mg/Kg ss. Da questi risultati si evince che le
concentrazioni maggiori si sono registrate nel lago di Corlo con 23 mg/Kg
nel punto 86 e 18 mg/Kg nel punto 85. I valori risultano contenuti per
tutti gli altri laghi, infatti mutuando il giudizio dai principi pedologici
che si utilizzano in agricoltura per la classificazione della fertilità
di un suolo e per la regolazione delle concimazioni, vediamo come la soglia
di sufficienza per il contenuto di fosforo assimilabile (Olsen) si colloca
intorno alle 8-10 ppm per i cereali, oltre le 15 ppm per la bietola. Pertanto
i valori registrati sul lago di Corlo appaiono particolarmente elevati.
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