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A. CHIMICHE SEDIMENTI METODI

RISULTATI DELLE ANALISI CHIMICO - FISICHE DEI SEDIMENTI

La successiva tabella riporta i risultati delle analisi chimico-fisiche.

LAGO
S. Croce
S. Croce
S. Croce
S. Caterina
COD/U.M.
84
82
83
76
Potenziale redox
mV
-154
-180
-174
-143
Azoto totale
% ss
0.09
0.08
0.06
0.06
Fosforo totale
% ss
0.07
0.07
0.06
0.06
Fosforo assimilabile
mg/kg ss
9
14
13
7
Solfati
% ss
< 0.05
< 0.05
< 0.05
< 0.05
Solfuri
mg/kg ss
< 5
< 5
< 5
< 5
Cromo esavalente
mg/kg ss
< 0.5
< 0.5
< 0.5
0.5
Ferro
% ss
2.1
1.8
1.9
1.6
Zinco
mg/kg ss
94
134
71
258
Cadmio
mg/kg ss
2
2
2
3
Mercurio
mg/kg ss
0.13
0.11
0.10
0.07
Nichel
mg/kg ss
59
19
52
10
Piombo
mg/kg ss
18
31
16
48
Rame
mg/kg ss
28
16
25
13
Arsenico
mg/kg ss
5
6
6
15
Umidità
%
51.1
45.1
34.5
40.5
Argilla
%
41
25
25
25
Limo
%
53
59
50
62
Sabbia
%
6
16
25
13

LAGO
Cadore
Cadore
Cadore
Alleghe
Alleghe
Corlo
Corlo
COD/U.M.
79
77
78
80
81
86
85
Potenziale redox
mV
-237
-237
-194
-199
-297
-159
-201
Azoto totale
% ss
0.05
0.06
0.06
0.14
0.10
0.21
0.08
Fosforo totale
% ss
0.06
0.06
0.05
0.10
0.10
0.10
0.09
Fosforo assimilabile
mg/kg ss
10
11
9
13
11
23
18
Solfati
% ss
< 0.05
< 0.05
< 0.05
< 0.05
< 0.05
< 0.05
< 0.05
Solfuri
mg/kg ss
< 5
< 5
< 5
< 5
< 5
< 5
< 5
Cromo esavalente
mg/kg ss
< 0.5
< 0.5
< 0.5
< 0.5
< 0.5
< 0.5
< 0.5
Ferro
% ss
1.4
1.7
1.4
3.6
3.3
3.0
3.1
Zinco
mg/kg ss
311
163
92
94
89
154
113
Cadmio
mg/kg ss
2
2
2
1
1
1
1
Mercurio
mg/kg ss
0.07
0.09
0.07
0.13
0.08
0.21
0.14
Nichel
mg/kg ss
10
13
8
14
12
26
23
Piombo
mg/kg ss
78
32
24
26
24
49
29
Rame
mg/kg ss
13
16
14
37
33
36
25
Arsenico
mg/kg ss
11
11
7
5
6
22
22
Umidità
%
33.8
35.7
35.4
46.5
50.2
55.3
45.5
Argilla
%
15
14
20
14
26
32
7
Limo
%
57
73
59
48
53
65
63
Sabbia
%
28
13
21
38
21
3
30

ANALISI DEI RISULTATI DEI SEDIMENTI

La valutazione sulle concentrazioni dei metalli pesanti è stata condotta utilizzando come riferimento le indicazioni di qualità utilizzate per i laghi svedesi i cui limiti sono riportati nella tabella sottostante, si sono quindi calcolati i dati medi della concentrazione dei metalli presenti ed in seguito si è proceduto alla classificazione.

mg/Kg

Classe

Hg

Cd

Pb

Cr

As

Cu

Ni

Zn

1

<0,05

<0,2

<5

<10

<5

<10

<10

<70

2

0,15

0,7

30

25

15

25

30

175

3

0,3

2

100

50

75

75

75

300

4

1

5

400

150

250

300

300

1000

5

>1

>5

>400

>150

>250

>300

>300

>1000


La classificazione dei sedimenti relativi alla campagna condotta nel 2004 è riportata nelle due seguenti tabelle.

Santa Croce

Santa Caterina

Cadore

U.M.

Dati medi 2004

Classi svedesi

Dati medi 2004

Classi svedesi

Dati medi 2004

Classi svedesi

Cromo esavalente

mg/kg

<0,5

nd

0,5

nd

<0,5

nd

Zinco

mg/kg

99,7

2

258

3

188,7

3

Cadmio

mg/kg

2

3

3

4

2

3

Mercurio

mg/kg

0,11

2

0,07

2

0,08

2

Nichel

mg/kg

43,3

3

10

2

10,3

2

Piombo

mg/kg

23

2

48

3

44,7

3

Rame

mg/kg

23

2

13

2

14,3

2

Arsenico

mg/kg

5,7

2

15

2

9,7

2


Alleghe

Corlo

U.M.

Dati medi 2004

Classi svedesi

Dati medi 2004

Classi svedesi

Cromo esavalente

mg/kg

<0,5

nd

<0,5

nd

Zinco

mg/kg

91,5

2

133,5

2

Cadmio

mg/kg

1

3

1

3

Mercurio

mg/kg

0,11

2

0,18

3

Nichel

mg/kg

13

2

24,5

2

Piombo

mg/kg

25

2

39

3

Rame

mg/kg

35

3

30,5

3

Arsenico

mg/kg

5,5

2

22

3


E’ necessario precisare che quest’anno, come nel 2003, nei sedimenti dei cinque laghi è stato ricercato il cromo esavalente e non il cromo totale che è il dato richiesto dalla tabella svedese, per cui non è stato possibile classificare la classe svedese per questo tipo di parametro. Tale scelta è stata determinata dal fatto che il cromo in natura, si presenta prevalentemente in due stati d'ossidazione, Cr(III) e Cr(VI). Le due specie si comportano in maniera completamente diversa, tanto da giustificare quello che è noto come paradosso del cromo. Il Cr(III) è un micronutriente per i mammiferi e per l'uomo, essendo un costituente essenziale di un fattore di tolleranza del glucosio (GTF). Le informazioni sul ruolo del Cr(VI) sono invece drasticamente differenti. Esso non ha ruoli biologici noti, ed è caratterizzato da una tossicità da dieci a cento volte superiore. Sono citati casi di tossicità orale acuta e cronica, per inalazione, dermica e sistemica, di citotossicità, genotossicità e, infine, di carcinogenicità.
Le analisi dei sedimenti hanno evidenziato discrete concentrazioni di metalli pesanti in tutti e cinque i laghi, con classi svedesi variabili tra la seconda e la quarta, valore quest’ultimo rinvenuto solo nel lago di S. Caterina per il cadmio. Mercurio ed arsenico rientrano sempre in una seconda classe svedese con una sola eccezione del lago di Corlo, in cui entrambi i valori rientrano in una classe 3. In quest’ultima classe svedese rientrano anche i sedimenti del lago di S. Croce per quanto riguarda cadmio e nichel. Lo stesso vale per piombo e zinco del lago di S. Caterina, cadmio, piombo e zinco di Cadore, cadmio e rame di Alleghe, ed infine cadmio, piombo e rame, oltre ai già citati mercurio ed arsenico, di Corlo.
Rispetto all’anno scorso è notevolmente migliorata la concentrazione del mercurio, che era presente in tutti i laghi in classe 5 e solo nel Cadore in classe 3; è migliorata la situazione di piombo e rame nel lago di S. Croce anche se l’arsenico è passato da una prima ad una seconda classe svedese ed il nichel da una seconda ad una terza; zinco e nichel in S. Caterina sono passati rispettivamente da una quarta ad una terza e da una seconda ad una prima classe così come il piombo nel lago di Alleghe ed il nichel nel Corlo. Zinco nel Cadore e cadmio ad Alleghe sono invece peggiorati, passando da una seconda ad una terza. Nel complesso si può affermare che c’è stato comunque un miglioramento in ciascun lago esaminato e che dai dati di quest’anno il bacino di Corlo risulta, secondo la classificazione svedese, quello maggiormente interessato dalla presenza di metalli pesanti, infatti ben cinque degli otto parametri esaminati rientrano in una terza classe.

Sui sedimenti è stata valutata anche la composizione granulometrica di cui, nella seguente tabella, vengono riportati i valori medi e nella successiva figura i valori percentuali riferiti ai singoli punti di prelievo.

TESSITURA (%p/p)
S. Croce
S. Caterina
Cadore
Alleghe
Corlo
Argilla
30,3
25
16,3
20
19,5
Limo
54
62
63
50,5
64
Sabbia
15,7
13
20,7
29,5
16,5


Tutti i punti di campionamento dei cinque laghi sono caratterizzati dalla prevalenza della componente limosa. Prendendo in considerazione le altre due componenti, argilla e sabbia, possiamo notare che, per quanto riguarda il lago di S. Croce, i punti 82 e 83 hanno un’uguale composizione in argilla (25%), mentre il punto 84 si contraddistingue per una maggiore abbondanza di questa componente (41%). Nel lago di Corlo il punto 86 è contraddistinto da una maggior componente argillosa (32%), mentre il punto 85 da sabbia (30%). Anche il lago di Alleghe presenta nel punto 81 una composizione percentuale più alta in argilla (26%) e nel punto 80 la prevalenza di sabbia (38%). Il lago di Cadore presenta nei punti 77 e 78 un uguale ripartizione tra argilla e sabbia e la prevalenza della componente sabbiosa nel punto 79.


Analizzando i risultati dei potenziali redox di tutti i laghi, riportati nella precedente figura, possiamo vedere come i valori riscontrati siano sempre molto negativi, con un minimo di -297 nel punto 81 del lago di Alleghe ed un massimo di –143 nel lago di S. Caterina.
E’ chiaro che valori fortemente negativi, sono potenzialmente dannosi all’ecosistema dulciacquicolo. Infatti indicano un grosso potere riducente che può innescare attività di risolubilizzazione di sali in acqua, provocando la sottrazione di ossigeno disciolto al mezzo liquido per i processi di mineralizzazione. Infatti un sedimento ricco di sostanze organiche, in presenza di un ambiente riducente, contribuisce all’evolversi delle dinamiche di eutrofizzazione dei laghi.
Pertanto in caso di fluitazione a valle dei sedimenti, tutti i laghi potrebbero causare la riduzione di ossigeno disciolto disponibile nelle acque in cui avviene il rilascio e quindi procurare stress alla fauna ittica e macrobenthonica, non di meno una loro mobilitazione direttamente nel bacino lacustre provocherebbe la liberazione dei nutrienti, in primis il fosforo con gravi ripercussioni sulle catene alimentari.
I dati relativi all’azoto totale presentano sempre valori contenuti, con massimi registrati in entrambi i punti del lago di Alleghe e nel punto più vicino allo sbarramento del bacino di Corlo.
Il fosforo totale ripercorre gli stessi andamenti dell’azoto.

Di seguito si riporta una figura esemplificativa delle concentrazioni di fosforo assimilabile nei cinque laghi indagati.

Il fosforo assimilabile rappresenta la componente in forma effettivamente utilizzabile e che quindi entra direttamente nel ciclo vitale dell’ecosistema lago e viene espresso in mg/Kg ss. Da questi risultati si evince che le concentrazioni maggiori si sono registrate nel lago di Corlo con 23 mg/Kg nel punto 86 e 18 mg/Kg nel punto 85. I valori risultano contenuti per tutti gli altri laghi, infatti mutuando il giudizio dai principi pedologici che si utilizzano in agricoltura per la classificazione della fertilità di un suolo e per la regolazione delle concimazioni, vediamo come la soglia di sufficienza per il contenuto di fosforo assimilabile (Olsen) si colloca intorno alle 8-10 ppm per i cereali, oltre le 15 ppm per la bietola. Pertanto i valori registrati sul lago di Corlo appaiono particolarmente elevati.
In tutti i bacini lacustri investigati la concentrazione dei solfuri è minore di 5 mg/kg. Analogamente, anche la concentrazione dei solfati è minore di 5 mg/kg.
E’ importante ricordare che, se nell’ecosistema lago la sostanza organica è tale da consumare tutto l’ossigeno disciolto, intervengono i microrganismi anaerobi che, per ossidare il C a CO2 utilizzano l’ossigeno contenuto nei solfati (SO4--), nitrati (NO3-) e fosfati (PO4---) presenti. Questi "donatori" di ossigeno vengono ridotti con sviluppo di sostanze maleodoranti e nocive (NH4OH, RNH2, H2S, PH3), pertanto bassi contenuti di solfati potrebbero indicare una forte azione riducente e non a caso il valore del potenziale redox è sempre fortemente negativo.