| CONCLUSIONI GENERALI SULLA
SPERIMENTAZIONE DEL DEFLUSSO MINIMO VITALE
FIUME PIAVE – PERAROLO
Per quanto concerne la stazione di Perarolo sul fiume Piave, si
può notare, analizzando il grafico degli andamenti delle
portate, che il tratto in questione, che ricordiamo è posizionato
a valle della posa del torrente Boite, non subisce repentine variazioni
di portata durante il 2004. Inoltre si vede come in realtà
il dato sia molto costante e le variazioni siano, come valori massimi,
intorno a 0,5 m³/s.
Da questi dati si possono trarre due considerazioni principali e
cioè che, pur rispettando il DMV previsto, la portata è
strettamente legata ai rilasci effettuati dall’ente gestore
degli impianti di Sottocastello e Valle di Cadore ed inoltre che
non vi è alcuna modularità, secondo i naturali andamenti,
della portata.
Questo fattore, come più volte sottolineato, rappresenta
un fattore negativo sia sulle biocenosi che sui componenti abiotici
del sistema.
Va ricordato comunque che questo è il primo anno in cui si
dispone dei dati in continuo delle portate in questa tratta.
Le analisi chimiche condotte quest’anno mettono in luce un
abbassamento del valore di ossigeno in percentuale di saturazione
ed una conducibilità che rientra nei range tipici dell’asta
fluviale del Piave. Quest’ultimo fattore è condizionato
dalla modalità di rilascio che adesso avviene quasi esclusivamente
dal Piave, mentre negli anni precedenti il contributo proveniente
dal bacino del Boite provocava l’innalzamento della stessa.
Analizzando nel dettaglio i risultati relativi ai singoli comparti
analitici si può notare che la qualità biologica nel
2004 migliora leggermente, soprattutto nel periodo di magra, in
cui l’ambiente viene classificato come non sensibilmente alterato.
Tuttavia analizzando i dati relativi alle medie dei dati, registrati
nel periodo precedente e successivo all’inizio dei rilasci,
riportati nella successiva figura, si può notare come i risultati
relativi alla classe di qualità biologica permangano tali,
mentre si nota un appena percettibile miglioramento del valore dell’indice
e del numero di unità sistematiche.

Pertanto dal punto di vista biologico qualitativo l’effetto
dei rilasci idrici sembra del tutto ininfluente.
Il trasporto passivo della componente macrobentonica, da un punto
di vista meramente quantitativo, pur registrando valori in crescita
rispetto ai minimi storici registrati dopo la piena catastrofica
del 2001, non appare particolarmente elevato, e comunque sempre
inferiore a quanto si era registrato prima dell’inizio dei
rilasci.
Dal punto di vista qualitativo, cioè varietà di taxa
rinvenuti, si nota come quelli di maggior rinvenimento siano sempre
gli stessi, lasciando a tutti gli altri percentuali di rinvenimento
molto esigue, tuttavia la diversità delle unità sistematiche
rinvenute appare confortante in questi ultimi anni.
In conclusione quindi il fenomeno del drift sembra fortemente limitato
dalla modalità di rilascio e soprattutto dalla linearità
con cui esso avviene.
L’analisi quantitativa di macrobenthos mostra anch’essa
dei risultati simili tra i due periodi di campionamento. I risultati,
se rapportati al 1997, mettono in luce un miglioramento della densità.
Tuttavia l’analisi della composizione della comunità
rinvenuta, analizzata secondo i ruoli trofici principali, mette
in evidenza un certo squilibrio. Infatti risultano particolarmente
abbondanti i raccoglitori ed i raschiatori, dato registrato negli
ultimi quattro anni, che è correlabile anche al fatto che
ci troviamo a valle di due dighe, per cui si verifica un minor apporto
di strutture grossolane che vengono fermate più a monte,
sia al fatto che vi è un elevato tenore di materia organica
fine depositata sul fondo, che a sua volta favorisce lo sviluppo
della copertura perifitica. Pertanto il risultato è sicuramente
positivo, ma inficiato qualitativamente dalle caratteristiche del
rilascio stesso.
L’analisi della componente ittica del sistema mette in luce
che dal punto di vista densitario si assiste, rispetto al dato antecedente
i rilasci, ad un aumento dei valori, tuttavia il dato è sostenuto
soprattutto dalla trota fario e non dalla trota marmorata, vocazionalmente
più attesa. I valori di biomassa stimata confermano in modo
ancor maggiore questo trend in aggiunta al fatto che per la marmorata
i dati di biomassa risultano in discreta contrazione.
In conclusione quindi si può affermare che dal punto di vista
qualitativo i rilasci non hanno evidenziato un miglioramento, mentre
dal punto di vista quantitativo i leggeri miglioramenti stimati
non sono accompagnati da un reale miglioramento ecologico del sistema,
pertanto gli attuali rilasci sono da dichiararsi insufficienti per
le biocenosi acquatiche.
FIUME PIAVE – LONGHERE
Per quanto riguarda la stazione di Longhere sul fiume Piave, analizzando
l’andamento delle portate, registrate dalla stazione in continuo
dell’ARPAV sezione di Belluno, posta poco più a valle,
si notano due repentini picchi di portata con valori superiori a
200 m³/s all’inizio di maggio e di novembre. Prima della
campagna di giugno, inoltre, la portata è stata assai variabile,
mentre nel periodo antecedente la campagna di settembre, anche se
il dato medio risulta più stabile, si assiste, come ormai
assodato anche l’anno scorso, a repentine variazioni, anche
giornaliere, del dato di portata, che risente della centrale idroelettrica
di Soverzene posta immediatamente a monte.
Questa modalità di utilizzo del bene acqua e di conseguenza
di questa modalità di rilascio a valle, pur nel rispetto
dei quantitativi di Deflusso Minimo Vitale previsto, non è
per nulla compatibile con una corretta funzionalità del corpo
idrico “recettore”, infatti ne va ad inficiare profondamente
il comparto biologico.
Dai risultati relativi alla qualità biologica, pur non disponendo
di una lunga serie storica di dati dopo i nuovi rilasci, possiamo
asserire che gli effetti dell’aumento della portata, probabilmente
influenzati anche dalle modalità con cui questi ultimi avvengono,
non siano per il momento positivi.
Analizzando i dati relativi alle medie di indice biotico registrati
nel periodo precedente e successivo all’inizio dei rilasci,
riportati nella successiva figura, si può notare come sia
il numero di unità sistematiche rinvenute sia il valore di
indice biotico subiscano delle contrazioni in negativo, così
come il valore medio della classe di qualità. Si ricorda
che quando il valore relativo alla classe di qualità cresce
si assiste ad un peggioramento della classe stessa.

La valutazione del drift mette in luce dei valori decisamente contenuti
e tra i peggiori mai registrati dall’inizio della sperimentazione.
Inoltre se il dato di giugno è certamente influenzato dal
picco di piena del 6 maggio, in settembre non trova giustificazione
immediata se non nelle continue variazioni di portata. Anche l’analisi
della componente qualitativa del drift mostra un trend fortemente
negativo dal 2001 ad oggi.
L’analisi quantitativa di macrobenthos mostra di contrasto
un risultato sempre negativo in primavera ma una decisa ripresa
in autunno. Tuttavia l’analisi dei ruoli trofici principali
descrive un ambiente con basso potere di ritenzione e accumulo di
sostanza organica e più in generale un forte squilibrio.
Dal punto di vista ittico i valori di biomassa e densità
stimati sono deprimenti, soprattutto in considerazione che ci troviamo
nel tratto medio del fiume Piave, la cui vocazione salmonicola è
indiscussa.
Pertanto dai risultati ottenuti, dopo quattro anni di sperimentazione,
possiamo affermare la totale inadeguatezza del valore di Deflusso
Minimo Vitale assegnato a questa tratta e specialmente le modalità
con cui avvengono i rilasci.
FIUME PIAVE – BUSCHE
I risultati relativi alla qualità biologica mettono in luce
come non vengano confermati i buoni risultati registrati nel 2003,
si è stimata infatti una situazione di leggera alterazione,
più accentuata nel periodo primaverile. I risultati di quest’anno
quindi ritornano, da un punto di vista qualitativo, ad una situazione
tipica degli anni post rilascio e comunque peggiore rispetto agli
anni antecedenti i rilasci stessi.
Analizzando i dati relativi alle medie di indice biotico registrati
nel periodo precedente e successivo all’inizio dei rilasci,
riportati nella successiva figura, si può notare come sia
il numero di unità sistematiche rinvenute, sia il valore
di indice biotico subiscano delle nette contrazioni in negativo,
così come il valore medio della classe di qualità.
L’analisi del drift mostra un notevole incremento soprattutto
nel periodo primaverile ed una conferma di un discreto risultato
a settembre. Buona risulta anche la composizione qualitativa dello
stesso.
Dal punto di vista quantitativo si assiste ad una buona ripresa,
con valori densitari decisamente buoni soprattutto nel periodo primaverile.
Anche l’analisi dei ruoli trofici mostra degli andamenti in
linea con quanto atteso per questa regione biogeografia.
L’analisi ittica evidenzia una timida ripresa nel corso degli
ultimi anni, nel dettaglio però, al dato positivo che vede
una diversificazione delle specie presenti con il ritorno di valori
accettabili anche di forme ciprinicole, si registrano dei valori
di biomassa e densità del tutto inadeguati per questa tipologia
di corpo idrico. In particolare la densità risulta in contrazione
rispetto al trend degli ultimi anni, mentre la biomassa, se pur
con un dato relativo molto contenuto, fa registrare quest’anno
un buon incremento.
In generale quindi l’effetto dei rilasci sul comparto biologico
sono negativi per quanto concerne la qualità, mentre quantitativamente,
pur facendo registrare dei leggeri progressi, rimangono comunque
lontano dai valori di potenzialità di questa tratta fluviale.
Pertanto si può concludere che i rilasci risultano inadeguati
per un elevato obbiettivo di qualità o perlomeno il sistema
con cui attualmente vengono effettuati.
TORRENTE CORDEVOLE – PERON
Per questa stazione siamo in possesso dei dati di portata rilevati
a Sass Muss, leggermente a valle della stazione di controllo. Tali
dati mettono in evidenze che, durante il 2004, ci sono stati due
eventi di piena superiori ai 100 m³/s e precisamente all’inizio
di maggio e a fine ottobre, inoltre durante il periodo tardo primaverile
ed estivo la portata è stata assai variabile, anche nel breve
periodo. I due periodi di campionamento quindi si pongono per la
morbida a poco più di un mese dalla prima piena e comunque
dopo altri tre episodi di variazione idrometrica abbastanza sostenuti,
mentre il rilievo di magra è avvenuto in un periodo successivo
a dei regimi di portata più stabili.
I parametri chimici rilevati quest’anno mostrano un aumento
del tenore di ossigeno in percentuale di saturazione ed un peggioramento
nel periodo primaverile del valore di conducibilità.
La qualità biologica rilevata quest’anno è perfettamente
in linea con quanto rilevato l’anno scorso ed in leggero miglioramento
rispetto agli anni precedenti.
Analizzando invece i dati relativi alle medie di indice biotico
registrati nel periodo precedente e successivo all’inizio
dei rilasci, riportati nella successiva figura, si può notare
come sia il numero di unità sistematiche rinvenute, sia il
valore di indice biotico subiscano delle contrazioni in negativo,
così come il valore medio della classe di qualità.
Pertanto da quest’ultima elaborazione è da escludere
un qualsivoglia effetto benefico sull’ecosistema in termini
qualitativi.
L’analisi del drift mette in luce una situazione non dissimile
da quella registrata negli ultimi due anni. La composizione qualitativa
del drift rimane comunque discreta anche se in leggero calo rispetto
ai primi campionamenti del 2001.
L’analisi quantitativa di macrobenthos mostra dei risultati
in crescita rispetto ai periodi precedenti, soprattutto nel periodo
settembrino, in cui peraltro la comunità risulta meglio strutturata.
Questo fenomeno dimostra come, a distanza di poco più di
un mese dalla piena di inizio maggio, l’ambiente si sia già
ricolonizzato dal punto di vista numerico, tuttavia la discreta
densità rinvenuta è sostenta solamente da pochi taxa
e tutti di scarsa sensibilità.
Anche l’analisi dei ruoli trofici dimostra come la comunità
primaverile si discosti sensibilmente da quanto atteso, privilegiando
la presenza di collettori. La variabilità dei dati riscontrati
nell’intero periodo di indagine conferma comunque una scarsa
stabilità del sistema.
I dati relativi alla componente ittica mettono in evidenza una discreta
ripresa per quanto concerne il valore di densità, mentre
il valore di biomassa è in netta contrazione.
Alla luce di questi risultati, se pur nella loro parzialità,
si può asserire che non si leggono particolari effetti positivi
sul comparto biologico dell’ecosistema dagli attuali rilasci.
TORRENTE MIS – GRON
Per questa stazione non si hanno a disposizione i dati di portata
in continuo. Quest’anno l’obbligo dei rilasci era pari
a 0,868 m³/s, leggermente superiore a quello dell’anno
scorso (0,709 m³/s): questo valore di DMV ha valore per tutto
l’arco dell’anno.
L’analisi biologica qualitativa permette di classificare questo
tratto torrentizio come leggermente alterato. Dal 2000 al 2002 si
era invece registrato sempre un ambiente non alterato in modo sensibile.
I parametri chimici analizzati quest’anno mettono in luce
dei tenori di ossigeno in percentuale di saturazione tra i più
bassi mai registrati in questa stazione.
Analizzando invece i dati relativi alle medie di indice biotico
registrati nel periodo precedente e successivo all’inizio
dei rilasci, riportati nella successiva figura, si può notare
come sia il numero di unità sistematiche rinvenute, sia il
valore di indice biotico, subiscano dei sensibili miglioramenti,
così come il valore medio della classe di qualità.
Pertanto da quest’ultima elaborazione si può concludere
che i rilasci idrici hanno comunque prodotto un effetto positivo
sull’ecosistema in termini qualitativi.

In realtà, come già dimostrato, i valori molto elevati
di indice biotico registrati negli ultimi anni sono frutto di una
vera e propria sovrapposizione di due comunità, una discreta
ed una composta da individui scarsamente sensibili all’inquinamento
e soprattutto tipici di ambienti a forte carico organico. Pertanto
i risultati sono apparsi oltremodo anomali e non sicuramente in
linea con tutti gli altri parametri indagati.
Un’analisi successiva, visualizzata nel grafico seguente,
mostra come, in realtà, il rilascio di 1m³/s aveva prodotto
una situazione qualitativa migliore, rispetto ai successivi periodi
in cui i rilasci erano scesi a 0,6 m³/s per poi salire a 0,7
m³/s ed infine a 0,8 m³/s circa di quest’anno. Infatti
pur crescendo il numero medio delle unità sistematiche rinvenute,
si abbassa il valore di indice biotico e peggiora di conseguenza
la classe di qualità biologica.
L’analisi del trasporto passivo mostra quest’anno il
peggior risultato in termini quantitativi di tutti gli anni della
sperimentazione; permane comunque una buona diversificazione a livello
di taxa rinvenuti.
Anche a livello di analisi quantitativa di macrozoobenthos si legge
un risultato in netta contrazione negli ultimi due anni, soprattutto
quello relativo al mese di giugno di quest’anno che presenta
un valore di densità appena superiore a quello registrato
prima dei rilasci.
Tuttavia la composizione della comunità rinvenuta appare
ben diversificata a livello di taxa.
L’analisi dei ruoli trofici mostra un certo squilibrio, evidente
soprattutto nel periodo primaverile, in cui questo tratto di torrente
era interessato da un notevole apporto di materia organica fine
depositata sul fondo (FPOM), che ha favorito l’esplosione
demografica dei raccoglitori e dei raschiatori. A settembre le percentuali
di raschiatori e raccoglitori diminuiscono, e contemporaneamente
aumenta la materia organica fine in sospensione (FPOM), che favorisce
la comparsa di filtratori.
Queste risultanze evidenziano che questa tratta torrentizia è
fortemente condizionata dalla presenza della diga di Mis e dagli
scarichi del comune di Sospirolo, su cui un’eccessiva riduzione
della portata idrica provoca un aumento del materiale organico sedimentato
ed in sospensione.
I risultati dell’indagine ittiologica mostrano invece un netto
miglioramento sia in termini di biomassa che densità rinvenute,
soprattutto a livello della specie salmonicola più pregiata,
la trota marmorata. Tuttavia va ricordato che i pesci non sono mai
buoni indicatori di qualità ambientale.
Alla conclusione di questi anni d’indagine possiamo asserire
che i rilasci idrici hanno sicuramente provocato effetti positivi
a tutti i livelli del sistema ecologico, tuttavia scendendo al di
sotto della soglia di 1 m³/s di rilascio si sono cominciati
a leggere segni visibili di squilibrio, che inevitabilmente in quest’ultimo
anno stanno producendo una regressione generalizzata dal punto di
vista qualitativo. Si consiglia pertanto di ripristinare il Deflusso
Minimo Vitale almeno non sotto la soglia di 1 m³/s e di provvedere
di pari passo ad un miglior abbattimento degli input inquinanti
da parte del comune di Sospirolo.

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