CONCLUSIONI

Per trarre delle conclusioni sulle analisi effettuate si è proceduto alla verifica dei trend evolutivi prendendo in considerazione i dati pregressi tratti dalle indagini limnologiche effettuate sui laghi del bellunese nei primi anni novanta, i cui riferimenti sono riportati in bibliografia.
Nelle seguenti tabelle e figure vengono riportati i risultati medi delle analisi chimico-fisiche, tradotti anche in classi svedesi, relativi ai campionamenti effettuati nei primi anni novanta e nell’ultimo triennio (2002-2004) sui bacini di S. Croce, S. Caterina, Cadore, Corlo ed Alleghe.

S. Croce

S. Caterina

Cadore

U.M.

‘91

‘02

‘03

‘04

‘91

‘02

‘03

‘04

‘90

‘02

‘03

‘04

Cromo tot.

mg/kg

3

1

nd

nd

2

1

nd

nd

2

1

nd

nd

Zinco

mg/kg

3

1

2

2

2

nd

4

3

nd

nd

2

3

Cadmio

mg/kg

2

2

3

3

4

1

4

4

4

1

3

3

Mercurio

mg/kg

2

1/2*

5

2

2

1/2*

5

2

3

3

3

2

Nichel

mg/kg

3

2

2

3

2

1

2

2

3

1

2

2

Piombo

mg/kg

3

2

3

2

4

3

3

3

5

3

2

3

Rame

mg/kg

2

2

3

2

2

1

2

2

nd

2

2

2

Arsenico

mg/kg

nd

1

1

2

nd

1

2

2

nd

2

2

2


Alleghe

Corlo

U.M.

‘90

‘02

‘03

‘04

‘00

‘01

‘02

‘03

‘04

Cromo tot.

mg/kg

3

1

nd

nd

1

1

1

nd

nd

Zinco

mg/kg

nd

nd

2

2

1

1

1

2

2

Cadmio

mg/kg

2

1

2

3

nd

nd

nd

3

3

Mercurio

mg/kg

nd

1-2*

5

2

nd

nd

nd

5

3

Nichel

mg/kg

nd

1

2

2

1

1

1

3

2

Piombo

mg/kg

2

2

3

2

nd

nd

nd

3

3

Rame

mg/kg

nd

2

3

3

nd

nd

nd

3

3

Arsenico

mg/kg

nd

2

1

2

nd

nd

nd

3

3

• Il dato relativo al mercurio non è distinguibile tra la 1 e la 2 classe perché sotto il livello di sensibilità strumentale.

Potenziale redox (mV)

1990
1991
2002
2003
2004
S. Croce
84
nd
nd
-88
-96
-154
82
nd
nd
-164
nd
-180
82 bis
nd
nd
nd
-147
nd
83
nd
nd
-116
nd
-174
S. Caterina
76 bis
nd
nd
-152
-0.80
nd
76
nd
-143,5
-96
-123
-143
Cadore
79
nd
nd
-187
-124
-237
78
nd
nd
-97
-99
-194
77
nd
nd
-182
nd
-237
Alleghe
80
-227,7
nd
-18
-121
-199
81
nd
-189
-152
-297
Corlo
86
nd
nd
-138
-172
-159
85
nd
nd
-99
-150
-201

L’analisi degli andamenti nel tempo, confrontando i risultati ottenuti con l’applicazione del modello svedese, mostra un peggioramento per nichel ed arsenico, un miglioramento per rame e piombo, che si riportano in seconda classe come nel 2002, e soprattutto per il mercurio, che dopo la parentesi in quinta classe svedese dell’anno scorso ritorna a valori comparabili con quelli del 2002 e 1991. Infine per zinco e cadmio i valori sono sovrapponibili a quelli del 2003.

L’analisi comparativa mostra rispetto al 2003 le stesse classificazioni per arsenico, rame, piombo, nichel e cadmio, un sensibile miglioramento per il mercurio ed il passaggio da una quarta ad una terza classe svedese per lo zinco. Interessante è comunque sottolineare la riconferma di una quarta classe svedese per il cadmio.

L’anaIisi storica dei dati mostra rispetto al 2003 un peggioramento per piombo e zinco che passano da seconda a terza classe, un miglioramento per il mercurio che passa da terza a seconda, mentre gli altri metalli mantengono la stessa classe individuata nel 2003 e precisamente seconda per arsenico, rame e nichel e terza per il cadmio.

L’analisi storica dei dati mette in evidenza un peggioramento per il cadmio e per l’arsenico, un miglioramento per piombo e mercurio, che passa da una quinta classe a una seconda, mentre vengono confermate, come nel 2003, la seconda classe per nichel e zinco e la terza per il rame.

L’analisi storica evidenzia rispetto ai dati del 2003 come, ad esclusione del mercurio che passa da quinta a terza classe svedese e del nichel che passa da terza a seconda, tutti gli altri metalli confermino le stesse classi.

L’analisi storica dei valori di potenziale redox mette in luce per i laghi di S. Croce e S. Caterina un notevole abbassamento dei valori, che diviene particolarmente evidente nei bacini di Cadore e Alleghe, in cui tutti i punti forniscono risultati fortemente negativi. In controtendenza invece la zona fronte diga del lago di Corlo (punto 86) in cui il potenziale redox, pur rimanendo negativo, migliora leggermente rispetto al 2003, mentre la zona più centrale del lago (punto 85) subiscce un sensibile peggioramento sia rispetto ai dati del 2002 che a quelli del 2003.

La grande variabilità dei risultati ottenuti è dovuta soprattutto agli svasi delle dighe, all’aumento della portata e alle forti ondate di piena, che probabilmente hanno aumentato il trasporto solido e la conseguente sedimentazione leggibile sugli strati superficiali. Bisogna infatti ricordare che le analisi svolte sono state effettuate sullo strato superficiale dei sedimenti (primi 20 cm). In particolare giova ricordare che l’estate 2003 era stata contrassegnata da un lungo periodo siccitoso. Tale fatto aveva fortemente condizionato gli usi idrici e al fine di assicurare oltre che l’uso idroelettrico, anche quello irriguo, si erano notevolmente abbassati i livelli di quasi tutti i bacini lacustri, soprattutto nel periodo estivo, ad esclusione di Alleghe e S. Caterina. Nel 2004 l’utilizzo dei laghi per la laminazione delle piene ha provocato, seppur in scala ridotta, gli stessi effetti appena descritti, soprattutto nel bacino di Cadore. Tenendo basso il livello idrometrico dei laghi in alcuni periodi si favorisce lo scorrere degli immissari su quella porzione di sedimenti solitamente non interessati da forti correnti e dove il potere erosivo del flusso idrico superficiale si manifesta causando il trascinamento vicino al fronte delle dighe di ingenti quantitativi di sedimento.
Dalla descrizione dei risultati nel tempo e dalla loro variabilità intrinseca appare necessario, nell’ottica di un controllo dello stato evolutivo, che tali valutazioni vengano ripetute per stabilire se i dati ottenuti sono imputabili ad episodi sporadici o se invece rappresentano lo standard di ogni lago.
Preoccupante invece l’ulteriore abbassamento dei valori di potenziale redox. Questi valori potrebbero rappresentare un grosso problema nel caso di fluttuazioni a valle dei sedimenti dei bacini lacustri che provocherebbero sicuramente un forte stress di ossigeno nei corpi idrici recettori. Per quanto riguarda i nutrienti ed anche i metalli, che attualmente sono “sequestrati” nei sedimenti, nel caso di un rimescolamento in sito, andrebbero in soluzione provocando fenomeni di eutofizzazione delle acque lacustri e di tossicità.