Sono online gli aggiornamenti relativi al 2006 dei monitoraggi effettuati sulle stazioni storiche di controllo del Deflusso Minimo Vitale, svolte nell’ambito del progetto "PIANO STRATEGICO EVOLUTIVO SULLE RISPOSTE DEL BIOTA ALL’APPLICAZIONE DEL DEFLUSSO MINIMO VITALE (DMV) NELL’ALTO E MEDIO CORSO DEL BACINO DEL FIUME PIAVE" condotto da Bioprogramm sc per conto della Provincia di Belluno e finanziato dall’Autorità di Bacino dei fiumi Isonzo, Tagliamento, Livenza, Piave Brenta - Bacchiglione e dalle provincie di Belluno e Treviso.

Ciccando sul link sottostante è possibile scaricare la versione pdf della premessa e del piano d’indagine.

Premessa e Piano d'indagine

  Provincia di Belluno | Assessorato alla Tutela della Fauna e delle Risolrse Idriche | Bioprogramm | Bia    
 

Il monitoraggio qualitativo delle acque superficiali della provincia montana bellunese, importante strumento di controllo della qualità del territorio e del reticolo idrografico, è stato realizzato nell’ambito ed a supporto delle funzioni in materia di difesa del suolo e dell’ambiente, di tutela e valorizzazione delle risorse idriche, di gestione delle acque per uso di pesca e di vigilanza e controllo sulla qualità delle acque.
I relativi programmi d’indagine sono stati eseguiti con cadenza annuale ormai ininterrottamente dal 1995 al 2000 con il primo Piano quinquennale di monitoraggio delle acque predisposto dall’Amministrazione Provinciale di Belluno e dal 2001 fino al 2004 in attuazione del vigente Piano poliennale (2000 – 2006) di monitoraggio delle acque fluenti e lacustri in provincia di Belluno.
In tutti questi anni è stata concessa da parte della Regione Veneto la possibilità di usufruire di importanti finanziamenti comunitari e, in particolare, negli anni dal 2001 al 2003 lo strumento finanziario di erogazione del contributo è stato il Regolamento CE n. 1257/99 – Piano di Sviluppo Rurale 2000 – 2006 nell’ambito della Misura 9 – Altre misure forestali, Sottomisura 9.8 – Strumenti di prevenzione, Azione 1 – Area della difesa idraulico forestale. Nel 2004, tuttavia, tale flusso contributivo è stato interrotto e, pertanto, la Provincia di Belluno con grandi difficoltà ha dovuto provvedere con fondi propri per non interrompere le funzioni dello strumento di conoscenza.
Nello specifico, anche per il 2004, il progetto d’indagine è stato orientato alla definizione del ciclo idrobiologico naturale e alla valutazione della funzionalità fluviale, correlata agli interventi intensivi di regimazione e di riassetto degli alvei, con prospettive di carattere interdisciplinare (idraulica, biologica, naturalistica e forestale).
Sinteticamente l’indagine ha realizzato un campionamento biologico dei corpi idrici nei due periodi di morbida e di magra; analisi per la valutazione dello stato trofico, integrate con le analisi chimico – fisiche e ecotossicologiche dei sedimenti nei bacini lacustri di S.Caterina d’Auronzo, Centro Cadore, Santa Croce, Alleghe e Corlo; analisi sulla funzionalità fluviale condotte sull’intera asta principale del Pieve e sui principali immissari; infine valutazioni degli effetti dell’applicazione del deflusso minimo vitale.
L’esecuzione di un piano così dettagliato e ripetitivo nel tempo ha consentito, pertanto, di aggiornare in continuo le conoscenze sul territorio e di leggerle in chiave evolutiva.
Infatti, la sovrapposizione dei vari tematismi cartografici (indici di qualità, stati trofici, funzionalità fluviale, ecc.) e la loro evoluzione ci consente di disporre d’importanti informazioni di base e di un’estesa ed aggiornata banca dati, a cui fare riferimento per pianificare gli interventi gestionali e di riordino del territorio e del suo habitat naturale, per valorizzare e tutelare le specificità ambientali e paesaggistiche, per analizzare gli impatti siano essi positivi o negativi, accidentali o abituali, e per effettuare le conseguenti operazioni di controllo e di risanamento (vedi ad esempio gli svasi dei bacini idroelettrici e la manutenzione dei relativi impianti, o gli eventi occasionali di inquinamento dei corpi idrici, ecc.).
Questo rilievo funzionale, non potrà purtroppo acquisire nel 2005, per la difficoltà di reperire il necessario finanziamento e la concomitante negazione in merito della disponibilità regionale, ulteriore aggiornamento, se non per alcuni aspetti parziali prevalentemente legati alla realizzazione d’approfondimenti analitici previsti per i bacini lacustri ed i territori ad essi più strettamente correlati.
È nell’intenzione di quest’Amministrazione, peraltro, aggiornare in prospettiva 2006 il programma d’indagine sullo stato delle dei corpi idrici, integrandolo con le indagini di qualità e i censimenti riguardanti il patrimonio ittico, al fine di realizzare e disporre di una cartografia tematica completa di tutti i parametri biologico - qualitativi e morfologico - strutturali distintivi del territorio.
Questa realizzazione del monitoraggio dei corpi idrici provinciali, assunta con i connotati di un vero e proprio inventario ecologico, potrà così costituire con le sue rinnovate conoscenze sullo stato delle risorse naturali anche un valido supporto all’auspicata predisposizione di un progetto complessivo di risanamento ambientale del territorio provinciale, nell’ambito di un processo finalizzato alla rivitalizzazione e rinaturazione degli ecosistemi acquatici.

Il Presidente
Sergio Reolon