PREMESSA

I risultati esposti nel seguente rapporto sono relativi alle campagne di indagine effettuate nel 2004. Esse rappresentano il quarto anno di attività in seno al progetto di monitoraggio dei fiumi e dei laghi della provincia di Belluno dal titolo “Piano poliennale di monitoraggio biologico delle acque fluenti e lacustri in provincia di Belluno”.
Quest’anno il piano non è stato finanziato dall’Unione Europea, nell’ambito delle attività del Piano di Sviluppo Rurale 2000–2006, perché la Regione Veneto non ha riaperto i bandi per accedere a questi finanziamenti, nonostante la Provincia di Belluno avesse già a suo tempo approvato in sede consiliare il piano stesso con validità poliennale, preferendo, invece, altrimenti destinare le risorse. Singolare inoltre il fatto che la misura di finanziamento fosse l’unica di tutto il Piano di Sviluppo Rurale che beneficiava direttamente le province.
Con grande sacrificio economico e lungimiranza, la Provincia di Belluno ha voluto mantenere anche per il 2004 questa rete di controllo del proprio territorio che risulta ormai indispensabile strumento conoscitivo e di pianificazione futura.
L’approntare ed eseguire un piano, così dettagliato e ripetitivo nel tempo, permette infatti di aggiornare costantemente le conoscenze sul territorio e non di meno di leggerle in chiave evolutiva e la Provincia di Belluno, ben conscia di una striscia senza soluzione di continuità ormai decennale nel campo del monitoraggio delle acque, non ha voluto interrompere questa preziosa attività. Giova ricordare che, in questo contesto, la Provincia di Belluno si è sempre distinta tra le altre province d’Italia, infatti già dal 1987 si era dotata di una mappa della qualità biologica delle acque, che non ha quasi mai smesso di tenete aggiornata.
La sovrapposizione dei vari tematismi cartografici e l’evoluzione degli stessi permette di possedere delle preziose informazioni su cui poi pianificare gli interventi futuri, valorizzare o tutelare alcune zone, analizzare gli impatti, siano essi positivi o negativi.
Si pensi poi a quanti Enti usufruiscono di questo dato, tra cui, solo a titolo di esempio: L’Autorità di Bacino dei fiumi dell’Alto Adriatico per le attività inerenti il controllo del Deflusso Minimo Vitale, L’Agenzia Nazionale di Protezione dell’Ambiente, che trasmette i dati in sede UE tutti gli anni, non di meno le Amministrazioni comunali per i loro Piani Regolatori, tutti i professionisti che devono redigere una Stima di Impatto Ambientale o una Valutazione di Incidenza, nonché il mondo della pesca che da anni esige di sapere le condizioni dei luoghi dove esercita l’attività alieutica. Infine, ma non meno importante, il ruolo svolto all’interno della redazione dei Piani di Bacino, il cui esempio ultimo per la nostra provincia è dato dal Piano del torrente Cismon.
Nello specifico il progetto d’indagine rappresenta la definizione e la conservazione del ciclo idrobiologico naturale e la valutazione della funzionalità fluviale, correlata agli interventi intensivi di regimazione e di riassetto degli alvei, con prospettive di carattere interdisciplinare, del tipo idraulico, biologico, naturalistico e forestale.
I dati contenuti nella presente relazione tecnica, sono relativi a 61 stazioni di campionamento biologico-qualitativo poste sul reticolo idrografico delle acque fluenti che sono state campionate nel periodo di magra e morbida; analisi limnologiche su 10 stazioni poste sui bacini lacustri; analisi sulla funzionalità fluviale condotte sull’intera asta principale dei torrenti Boite ed Ansiei e valutazioni degli effetti dell’applicazione del Deflusso Minimo Vitale. Questi ultimi studi ci hanno permesso di valutare, da un punto di vista squisitamente biologico, gli effetti dei rilasci sui corpi idrici e quindi di stabilire nel tempo i risultati che, come si vedrà, non sempre sono positivi.
Anche quest’anno, come nel biennio 2002-2003, all’interno degli studi sui bacini lacustri è stata introdotta una specifica ricerca sui sedimenti che abbraccia una serie di verifiche a livello chimico-fisico e biologico tali da permettere una corretta chiave interpretativa sulla classificazioni dei sedimenti e la loro tossicità, al fine di poter anche ipotizzare dei possibili scenari evolutivi sui loro futuri utilizzi.
Tutti i risultati ottenuti sono stati inseriti nel sito www.belaqua.it, contenente l’intera banca dati, anche storica, dei vari monitoraggi eseguiti in questi anni, e da cui sono scaricabili le schede di analisi ed è possibile stampare direttamente le mappe di qualità biologica e di funzionalità fluviale. Dal suo avvio il sito ha avuto poco meno di 5.000 contatti, distribuiti su oltre quaranta diversi paesi. Trattandosi di un sito scientifico in sola lingua italiana, il cui unico accesso al di fuori di quello diretto è dato dal sito della nostra società, si possono ritenere più che lusinghieri i risultati raggiunti. Propongo, come del resto ogni anno di dargli maggiore visibilità, magari anche all’interno del sito ufficiale della Provincia di Belluno.
Si auspica infine che anche per il 2005 la Provincia riesca a reperire i fondi necessari per il completamento del Piano.

IL PROGETTO

La provincia di Belluno è quasi interamente compresa nel bacino montano del fiume Piave, ne rimane esclusa la zona più meridionale rappresentata da una porzione del sottobacino del torrente Cismon, che fa parte integrante del bacino del fiume Brenta.
Sull’intero reticolo provinciale è stata individuata una serie di 72 punti di rilevamento, che permettono di dare una completa ed esaustiva chiave di lettura dell’intero sistema. Di questi, 61 sono ubicati su acque fluenti e 11 su bacini lacustri. Le stazioni di campionamento sono state opportunamente scelte sulla base dei precedenti studi effettuati sul reticolo idrico provinciale e sono elencate nella successiva tabella e riportate nella cartografia specifica.







MONITORAGGIO DELLE ACQUE FLUENTI

L’indice I.B.E. è stato applicato due volte l’anno su ogni singola stazione, in conformità con le metodologie d’applicazione proposte, nei periodi di magra e di morbida.
L’indagine svolta in periodo di morbida ci ha permesso di cogliere una situazione favorevole per gli ambienti acquatici, quella eseguita in periodo di magra invece una delle condizioni più sfavorevoli durante l’arco temporale dell’anno. Quindi i due periodi ottimali per le campagne d’indagine sono maggio-giugno e settembre-ottobre.
In realtà la massima magra per la provincia di Belluno si verifica nei mesi invernali, ma in tale periodo per ovvi motivi è improponibile effettuare i campionamenti e d’altrocanto, il periodo tardo estivo-autunnale ci permette di cogliere anche l’impatto sui corpi idrici delle attività turistiche.

ELENCO DELLE STAZIONI DI CAMPIONAMENTO PER L'APPLICAZIONE DELL'I.B.E.
CORPO IDRICO COMUNE STAZIONE NP COD
PIAVE Sappada Vecchio Mulino 01 1
PIAVE Sappada Lerpa 02 2
PIAVE S. Stefano di C. Campolongo 03 3
PIAVE S. Stefano di C. S. Stefano di C. 04 4
PIAVE Lozzo di C. Lozzo di Cadore 05 5
PIAVE Perarolo di C. Sacco 06 6
PIAVE Perarolo di C. Perarolo di Cadore 07 7
PIAVE Longarone Rivalta 08 9
PIAVE Ponte nelle Alpi Longhere 09 10
PIAVE Belluno Nogarè 10 11
PIAVE Belluno Praloran 11 12
PIAVE Mel Nave 12 13
PIAVE Lentiai Busche 13 14
PIAVE Alano di P. Fener 14 16
SILVELLA S. Pietro di C. Cimacanale 15 17
PADOLA Comelico S. Mulino 16 19
PADOLA S. Stefano di C. S. Stefano di C. 17 20
DIGON S. Nicolò Com. Gera 18 21
PIOVA Vigo di C. Pelos 19 23
CRIDOLA Lozzo di C. Lago 20 24
RIN Lozzo di C. Lozzo di Cadore 21 25
TESA Puos D'Alp. Puos d'Alpago 22 26
RAI Ponte n.le Alpi Cadola 23 27
ARDO Belluno Fisterre 24 28
ARDO Belluno Punta D'Anta 25 29
GRESAL Sedico Longano 26 30
GRESAL Belluno Orzes 27 87
VESES S.Giustina Carfai 28 31
CAORAME Feltre Girole 29 34
COLMEDA Pedavena Norcen 30 35
COLMEDA Feltre Feltre 01 36
SONNA Feltre Feltre 02 86
SONNA Feltre Villaga 03 37
SONNA Feltre Anzù 04 39
TEGORZO Alano di P. Fener 05 40
ANSIEI Auronzo di C. Riziò 06 42
ANSIEI Lozzo di C. Bagni di Gogna 07 43
BOITE Cortina D’Am. Ponte de ra Sia 08 44
BIGONTINA Cortina D’Am. Bigontina 09 45
BOITE Cortina D’Am. Socol 10 46
BOITE Borca di C. Mulino 11 48
BOITE Perarolo di C. Perarolo di Cad. 12 49
RUALAN Valle di C. Martino 13 50
MAE' Forno di Zoldo Ost. al Pez 14 53
MAE' Longarone Longarone 15 54
CORDEVOLE Livinallongo del  C di L. Ciampluo 16 88
BOE' Livinallongo del  C di L. Arabba 17 56
CORDEVOLE Livinallongo del  C di L. Pian dei Salesei 18 89
PETTORINA Rocca Pietore Saviner di Laste 19 58
FIORENTINA Alleghe Caprile 20 59
CORDEVOLE Rocca Pietore Le Grazie 21 60
CORDEVOLE Cencenighe A. Cencenighe 22 62
BIOIS Cencenighe A. Cencenighe 23 65
CORDEVOLE Taibon A. Listolade 24 66
CORDEVOLE Rivamonte A. Pinei 25 68
CORDEVOLE Sospirolo Peron 26 69
CORDEVOLE Sedico Bribano 27 70
MIS Sospirolo Gron 28 72
CISMON Sovramonte Moline 29 73
SENAIGA Lamon Ponte Arina 30 74
CISMON Fonzaso Case Balzan 31 75
Legenda:
NP= numero progressivo
COD= numero di codice
Oltre alle sessanta stazioni del piano I.B.E. è stata inserita la stazione 10, F. Piave a Longhere che fa parte del piano del DMV.

MONITORAGGIO DELLE ACQUE LACUSTRI
Sui cinque bacini lacustri oggetto della nostra indagine si sono indagate 11 stazioni di campionamento. Su queste ultime sono state effettuate la serie completa delle analisi chimico-fisiche e biologiche riportate nei materiali e metodi. I prelievi sono stati effettuati nel periodo estivo, sia per confronto con i risultati relativi agli anni precedenti sia perché esso rappresenta il periodo di maggior criticità del sistema.

Elenco delle stazioni di campionamento per la valutazione della trofia dei
principali ambienti lacustri
LAGO COMUNE COD
S. Caterina
Auronzo di Cadore
76
Cadore Domegge di Cadore 77
Cadore Calalzo di Cadore 78
Cadore Pieve di Cadore 79
Alleghe Alleghe 80
Alleghe Alleghe 81
S. Croce Puos d'Alpago 82
S. Croce Farra d'Alpago
83
S. Croce Farra d'Alpago
84
Corlo Arsiè 85
Corlo Arsiè 86

MONITORAGGIO DEGLI EFFETTI DEI RILASCI IDRICI PER LA VALUTAZIONE DEL DEFLUSSO MINIMO VITALE (DMV)

Il piano d’indagine per lo studio del DMV (Deflusso Minimo Vitale) prevede cinque stazioni di controllo; nella tabella seguente sono riportate le localizzazioni delle stazioni ed i relativi codici.

Stazioni di monitoraggio per il DMV
CORPO IDRICO STAZIONE COD
PIAVE PERAROLO 7
PIAVE LONGHERE 10
PIAVE BUSCHE 14
CORDEVOLE PERON 69
MIS GRON 72

I periodi di campionamento ed il numero di analisi svolte nell’arco temporale di un anno variano a seconda del tipo di indagine, come viene riportato nella tabella seguente, da cui è desumibile anche il tipo di analisi svolte.

ANALISI N° DI CAMPIONAMENTI PERIODO
Chimica 6 Bimestrale
Quantitativa 2 Magra- Morbida
Drift 2 Magra- Morbida
Ittica 2 Magra- Morbida
I.B.E. 2 Magra- Morbida
Si precisa che quest’anno le analisi chimico-fisiche sono state svolte solo nel periodo di magra ed in quello di morbida ed i prelievi ittici unicamente nel periodo estivo.

VALUTAZIONE DELLA FUNZIONALITA' FLUVIALE DELLE ASTE IDRICHE PRINCIPALI
L'applicazione del metodo I.F.F. alla conclusione del piano poliennale coprirà tutto il reticolo principale e specificatamente le seguenti aste idriche:

CORPO IDRICO km
FIUME PIAVE 126
TORRENTE ANSIEI 28,5
TORRENTE BOITE 33
TORRENTE MAE' 30
TORRENTE CORDEVOLE 71
TORRENTE CISMON 21

Nel 2001 l'indice di funzionalità fluviale è stato applicato su 85 Km del fiume Piave (da Fener al lago di Cadore), nel 2002 sulla rimanente porzione di fiume Piave (dal lago di Cadore alle sorgenti) e sul torrente Cismon; nel 2003 sul torrente Cordevole per un totale di circa 71 km, quest’anno sul torrente Boite su un totale di 33 km e sul torrente Ansiei 28,5 km.