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IBE METODI

RISULTATI DELL'APPLICAZIONE DELL'I.B.E.

I risultati delle analisi macrobenthoniche qualitative, ottenuti mediante l'utilizzo del metodo I.B.E., sono riportati nelle seguenti tabelle e figure che contengono anche i dati pregressi e tutti quelli a disposizione dell'Amministrazione Provinciale di Belluno, ottenuti mediante i monitoraggi annuali di cui si è ampiamente dibattuto nel capitolo dedicato.

CORPO IDRICO STAZIONE DATA US IBE CQ
Piave Perarolo 08/06/04
15 9-10 II-I
Piave Longhere 08/06/04 14 9 II
Piave Busche 08/06/04
12 9 II
Cordevole Peron 08/06/04
16 10-9 I-II
Mis Gron 08/06/04
17 9 II
Piave Perarolo 21/09/04 19 10 I
Piave Longhere 09/09/04
13 8 II
Piave Busche 21/09/04 15 9-10 II-I
Cordevole Peron 22/09/04 18 10 I
Mis Gron 22/09/04 20 9-10 II-I

ANALISI DEI RISULTATI

Fiume Piave a Perarolo


I rilasci sono iniziati nel luglio 1997 ed erano pari ad 1 m³/s, da gennaio 2001 sono stati portati a 3,542 m³/s e nel mese di aprile 2001 sono iniziati i rilasci di 4,257 m³/s che si alternano ai 2,504 m³/s per i periodi estivi ed invernali con l’applicazione del Q idrologico. Si ricorda che durante il 2003, in seguito ai decreti dell’Autorità di Bacino, i rilasci sono stati diminuiti anche nel periodo aprile-maggio (vedi capitolo portate). Nel 2004 i rilasci obbligatori sono stati leggermente aumentati come riportato a pagina 3 del presente volume. Bisogna inoltre ricordare che questa sezione è influenzata dalla vicina confluenza del torrente Boite e si è appurato che i rilasci provenivano ora dalla diga di Cadore ora proprio dal suddetto affluente, mentre negli ultimi periodi esclusivamente dal Piave.
Dall'andamento dei dati suesposti, si può notare come, mentre prima dei rilasci (1997) la classe di qualità fosse stata in media una II, corrispondente ad un ambiente leggermente inquinato, dopo i rilasci si è assistito ad un repentino peggioramento con un ambiente classificato come quasi inquinato. Successivamente la condizione è migliorata fino a raggiungere la I classe di qualità nel periodo di magra 1998, ma dal 1999 ad oggi la situazione ritorna tra la II e la I classe, con due soli casi di I classe di qualità biologica rilevati nell’agosto 2000 e durante la magra di quest’anno.

Nel 2002 il giudizio qualitativo era di II classe di qualità biologica con valore di indice biotico variabile tra 8, in primavera, e 9 in autunno. Rispetto al 2001 si assiste ad un lieve peggioramento per quanto concerne il periodo di magra, sia a livello di indice biotico che di taxa rinvenuti, mentre la magra conserva lo stesso giudizio qualitativo anche se il numero totale di unità sistematiche scende da 15 a 12. Il giudizio di leggero inquinamento imputabile ad entrambi i rilievi dipende soprattutto dal basso numero di taxa rinvenuti.

Nel 2003 il giudizio qualitativo resta di ambiente leggermente inquinato ed anche il valore dell’indice biotico risulta leggermente superiore nel periodo di magra, passando da 8 ad 8-9. Il lieve miglioramento registrato non dipende dalla presenza della Leuctra, che comunque non è un buon indicatore della qualità biologica, ma dal numero totale di unità sistematiche rinvenute, 15 anziché 12. Le comunità macrobenthoniche esaminate durante i due rilievi stagionali appaiono strutturalmente molto simili e caratterizzate dalla carenza sia di plecotteri sia di efemerotteri, di cui si è rinvenuto un solo taxa appartenente al genere Ecdyonurus. Nel contempo si è assistito ad una notevole proliferazione dei taxa tipici di ambienti ad elevato contenuto organico. In morbida infatti le famiglie dei ditteri Simuliidae e degli oligocheti Naididae ed in magra dei tricotteri Hydropsichidae evidenziano con la loro massiccia presenza la prevalenza di ruoli trofici atti alla demolizione del particolato organico.

Nel 2004 il giudizio di qualità biologica varia tra il poco alterato, corrispondente ad una II-I classe di qualità biologica con valore di indice biotico 9-10, in morbida, ed il non alterato in modo sensibile, pari ad una I classe biologica con IBE 10, in magra. A giugno il giudizio finale viene penalizzato dall’entrata quantitativa nella tabella per il calcolo dell’IBE che avviene con 15 taxa. Analizzando la struttura della comunità macrobenthonica si osserva che la parte alta della scheda IBE è ben ripartita infatti sono presenti due plecotteri, sostenuti da due Heptageniidae e tre famiglie di tricotteri, tuttavia risultano anomale le sovrabbondanze a livello quantitativo di alcuni taxa. In particolare i tricotteri Hydropsychidae e gli oligocheti Naididae. In morbida l’entrata qualitativa non varia, anche se i generi di plecotteri raddoppiano, tuttavia il numero totale di unità sistematiche sale a 19, determinando un miglior giudizio biologico. La comunità macrobenthonica appare notevolmente migliorata infatti oltre alla presenza di un maggior numero di EPT-taxa, concentrati soprattutto a livello dei plecotteri, non si sono più riscontrate esplosioni demografiche a livello di singole unità sistematiche.

L’analisi storica evidenzia una lieve ripresa qualitativa del periodo di morbida di quest’anno che negli ultimi nove anni era sempre ricaduto all’interno di una II classe di qualità biologica con valore di IBE più vicino ad 8 che a 9. Tale miglioramento è imputabile al rinvenimento del secondo plecottero per la prima volta da quando sono iniziati gli studi biologici nel 1995. La magra è invece sempre stata caratterizzata da una qualità biologica superiore alla morbida e comunque variabile tra la I e la II classe di qualità. I dati di quest’anno rientrano quindi nei range storici anche se per numero di unità sistematiche e per valore di IBE sono rapportabili solo ai rilievi del 1996 ed a quelli del 2000.

Fiume Piave a Longhere

Il fiume Piave in località Longhere, è stato incluso nel 2001 fra le stazioni di controllo del DMV per verificare gli effetti dei rilasci effettuati a livello della diga di Soverzene sulla qualità biologica del tratto di Piave a valle dello sbarramento. I metri cubi al secondo rilasciati sono stati 4,6 da gennaio ad aprile 2001 e 5,7 da aprile dello stesso anno ad agosto 2004. Si precisa che nel 2003, in seguito ai decreti segretariati, si è avuta una riduzione a circa 4 m3/s dal 10 al 30 aprile ed a 4.8 m3/s dal 1 al 15 maggio. Nel 2004, a partire dal mese di settembre, la portata di rispetto è di 7,4 m³/s.

Tra la morbida del 1995 e la magra del 2000 questo tratto del fiume Piave è sempre stato caratterizzato da una classe biologica intermedia tra la I e la II e da un elevato numero di unità sistematiche. Nel periodo immediatamente seguente all’aumento dei rilasci a 5.7 m³/s, le condizioni qualitative peggiorano leggermente e dopo la parentesi in I classe biologica nella primavera 2002, scendono nel periodo autunnale a livello di una II classe con valore di indice biotico intermedio tra 8 e 9. Esaminando la comunità macrobenthonica rinvenuta nel 2002 si osserva che in morbida, l'ottimo giudizio biologico dipende dall'entrata qualitativa che avviene al massimo livello per la presenza di due plecotteri, Leuctra e Protonemoura, che non sono però sintomatici di ottime condizioni biologiche, riuscendo a vivere anche in ambienti particolarmente ricchi di materia organica. In magra l'entrata qualitativa si abbassa a livello di un solo plecottero, Leuctra, e le unità sistematiche scendono da 17 a 15. La struttura della comunità macrobenthonica però non si discosta molto da quella rinvenuta nel rilievo primaverile, rivelando una prevalenza dei taxa meno sensibili alle alterazioni, appartenenti alla seconda parte della scheda.

Nel corso del 2003 questo tratto del fiume Piave presenta un giudizio di qualità biologica che varia tra il poco inquinato, corrispondente ad una classe intermedia tra la I e la II con valore di indice biotico pari a 10-9, ed il leggermente inquinato con valore di I.B.E. 9, pari ad una II classe di qualità biologica. In morbida l’entrata qualitativa avviene con due plecotteri, tra cui il genere ChloroPerla, , però il giudizio finale viene penalizzato dal numero totale di unità sistematiche rinvenute, 16. Comunque nel suo complesso la comunità macrobenthonica non si presenta ben strutturata, infatti a livello dei taxa più sensibili, pur essendo presente un buon numero di tricotteri, si conta un solo efemerottero piatto, Ecdyonurus, mentre nella seconda parte della scheda I.B.E. i ditteri della famiglia Ceratopogonidae e gli oligocheti della famiglia Naididae sono quantitativamente troppo abbondanti rispetto agli altra taxa, evidenziando un certo squilibrio a livello trofico, a livello dei predatori e dei raccoglitori. In magra i taxa rinvenuti salgono a 18 però la scomparsa del secondo plecottero implica l’abbassamento qualitativo registrato. La comunità macrobenthonica risulta impoverita soprattutto a livello dei macroinvertebrati ritenuti dei buoni indicatori biologici, infatti oltre alla ChloroPerla scompare anche l’efemerottero piatto, mentre si arricchisce di quelli più tolleranti. In particolare sono state rinvenute due famiglie di gasteropodi, mentre i Ceratopogonidae ed i Naididae, questa volta accompagnati anche dalla famiglia dei Tubificidae, continuano ad essere numericamente troppo abbondanti rispetto agli altri componenti della comunità.
Quest’anno in entrambi i periodi di campionamento il giudizio di qualità biologica è di ambiente con moderati sintomi di alterazione, corrisponde ad una II classe di qualità con valore di IBE pari a 9 in morbida ed a 8 in magra. Durante il mese di giugno Leuctra e ChloroPerla determinano la massima entrata qualitativa nella tabella per il calcolo dell’indice biotico, tuttavia il basso numero di taxa censiti, 14, penalizza l’entrata quantitativa e quindi il giudizio finale. La comunità dei macroinvertebrati appare leggermente carente sia nella prima parte della scheda, in cui spicca la presenza di un solo Heptageniidae, il genere Ecdyonurus, sia nella seconda parte della scheda in cui sono presenti solo tre ditteri ed un oligochete. In magra si è rinvenuta una unità sistematiche in meno, ma soprattutto manca il secondo plecottero, come già sottolineato durante la magra del 2003, fattore che implica l’abbassamento dell’entrata orizzontale e la conseguente riduzione del valore di indice biotico. Le due comunità, fatta eccezione per la scomparsa di ChloroPerla, appaiono sovrapponibili, infatti a settembre viene riconfermata la presenza di un solo efemerottero piatto, di due tricotteri e due coleotteri. La seconda parte della scheda muta leggermente probabilmente a causa dei cambiamenti morfologici del tratto indagato, infatti la maggiore copertura di vegetazione acquatica è rapportabile, ad esempio, al rinvenimento dei raschiatori, rappresentati dalla famiglia Lymneidae, però il numero totale delle unità sistematiche ivi comprese rimane sempre uguale, pari cioè a quattro.

I dati storici del periodo primaverile, variabili tra la I e la II classe di qualità biologica, non vengono confermati dal monitoraggio di quest’anno che riporta questo tratto fluviale al giudizio biologico dell’unica eccezione storica del 1996. Per quanto riguarda il periodo di magra si conferma lo scadimento qualitativo già registrato dal 2002, rispetto al quadriennio 1998-2001, ed un ritorno quindi ai valori ottenuti nel 1996-1997.

Anche soffermando l’attenzione al numero complessivo di unità sistematiche rinvenute negli anni si nota una decisa diminuzione negli ultimi tre anni. Pertanto pur non disponendo di una lunga serie storica di dati dopo i nuovi rilasci, possiamo asserire che gli effetti dell’aumento della portata, probabilmente influenzati anche dalle modalità con cui questi ultimi avvengono, non siano per il momento positivi.


Fiume Piave a Busche

I rilasci idrici a valle della diga di Busche sono variati molto nel corso degli anni, in particolare nel 1997 sono iniziati i rilasci pari a 1,5 m³/s, che si sono protratti fino alla fine di dicembre 2000, successivamente fino ad aprile 2001 sono aumentati a 9,5 m³/s e dal primo giugno 2001 è stato alternativamente applicato il Q idrologico o DMV come riportato a pagina 3 del volume III. Tali valori sono rimasti in vigore, ad esclusione del periodo 10 aprile – 15 maggio 2003 per la dichiarazione di siccità; i dati relativi al 2004 sono riportati a pagina 5 della presente relazione.
A valle della diga di Busche, l’analisi biologica qualitativa effettuata a partire dal 1994, evidenzia dopo l’inizio dei rilasci, cioè nel periodo successivo alla morbida del 1997, uno scadimento che si traduce in una II classe di qualità biologica (ambiente leggermente inquinato) ed una progressiva riduzione delle unità sistematiche fino ad un minimo di 9 nel febbraio 2000. Dal rilievo di maggio 2000, quasi 2 mesi dopo che il rilascio è aumentato a 4,5 m³/s, si assiste ad un aumento delle unità sistematiche totali che raggiungono il valore unitario di 19, tuttavia la classe di qualità resta ascrivibile ad una II. Il rilievo d’inizio febbraio 2001, caratterizzato da un notevole ridimensionamento delle unità sistematiche totali e da una comunità macrobenthonica francamente anomala, è sicuramente inficiato dal grosso evento di piena che si è verificato il 25 gennaio 2001, con il raggiungimento di una portata minima pari a circa 30 m³/s.

Nei campionamenti di morbida e magra effettuati nel 2001 è stato registrato un progressivo aumento del numero d’unità sistematiche, da 15 taxa in primavera a 23 in autunno. Anche il valore dell’IBE è cresciuto da una II classe ad una I. Tale trend evolutivo non si è mantenuto anche nel corso del 2002, in cui la classe qualitativa è scesa a livello di una II, corrispondente ad un ambiente leggermente inquinato, con valore d’indice biotico pari a 9. Il giudizio finale è stato penalizzato dal numero totale di taxa rinvenuti, 13 in entrambi i rilievi effettuati, che non appare confacente a questo tipo di tratto fluviale ed in deciso calo rispetto ai due ultimi campionamenti effettuati durante il 2001. In particolare manca un adeguato numero dei taxa appartenenti alla prima parte della scheda e sintomatici di ottime condizioni qualitative, soprattutto plecotteri e tricotteri.

Nel corso del 2003 in questo tratto il fiume ritorna alla qualità biologica antecedente ai rilasci ed in seguito registrata solo nella magra del 2001, infatti in entrambi i periodi di monitoraggio si è registrata una I classe di qualità biologica con valore di indice biotico variabile tra 11 e 10. In morbida sono presenti ben 5 taxa di plecotteri, tra cui Perla, IsoPerla e ChloroPerla, generi tra i più sensibili alle alterazioni ambientali. A livello strutturale l’anomala presenza di ben tre famiglie di oligocheti e l’esplosione demografica dei ditteri della famiglia Simuliidae, sono caratteristiche che indicano ancora un non ritrovato equilibrio. In magra la comunità macrobenthonica presenta una struttura sovrapponibile a quanto rinvenuto nel precedente campionamento e soprattutto si mantiene la forte presenza degli oligocheti. Analizzando il numero delle unità sistematiche rinvenute si osserva che il dato del 2003 rientra nei range antecedenti ai rilasci ed è notevolmente superiore a quanto riscontrato nel corso del 2002.

Durante la morbida 2004 il giudizio di qualità biologica è di ambiente con moderati sintomi di alterazione, corrispondente ad una II classe di qualità con valore di IBE 9, mentre in magra il giudizio qualitativo diventa di ambiente poco inquinato, pari ad una classe biologica intermedia tra la II e la I con valore di indice biotico 9-10. Nel mese di giugno l’entrata qualitativa nella tabella per il calcolo dell’IBE avviene al massimo livello grazie alla presenza di due plecotteri, i generi Leuctra e ChloroPerla, tuttavia il giudizio finale viene penalizzato dallo scarso numero di unità sistematiche totali, 12. Tra queste spiccano per assenza gli Heptageniidae e per la sovrabbondanza quantitativa i ditteri Simuliidae e gli oligocheti Naididae. A settembre l’entrata orizzontale non varia, però il numero totale delle unità sistematiche valide per il calcolo dell’IBE sale a 15 determinando l’innalzamento della qualità biologica. Rispetto al precedente rilievo la comunità macrobenthonica appare non solo più ricca di taxa, ma maggiormente diversificata a livello degli EPT-taxa. Infatti a sostegno dei plecotteri compare l’efemerottero piatto Ecdyonurus. Inoltre non sono state osservate esplosioni demografiche da parte di alcun componente del macrobenthos.
I dati della morbida di quest’anno non confermano la netta ripresa qualitativa registrata l’anno scorso, ma si riavvicinano ai risultati del periodo 1998-2002. La magra storicamente ha quasi sempre riportato un giudizio di leggera alterazione, con due sole eccezioni dopo l’inizio dei rilasci, nel 2001 e nel 2003, anni in cui la situazione migliorava fino ad una I classe di qualità. I dati dell’ultimo biennio di magra sembrano evidenziare un assestamento su elevati livelli di qualità biologica determinati soprattutto da una composizione più articolata della popolazione soprattutto a livello dei plecotteri che, essendo ottimi indicatori biologici, determinano la massima entrata qualitativa.
Per meglio analizzare i valori ricavati è opportuno ripercorrere la storia dei rilasci tenendo presente che, per convenzione, una ricolonizzazione completa dell’alveo fluviale da parte della fauna macrobenthonica avviene solitamente in 35-45 giorni e che dal 1996 è iniziato anche lo svaso programmato della diga sovrastante, che evidentemente ha prodotto anch'esso un effetto negativo sul sistema.

Sovrapponendo i risultati ottenuti con le portate di rilascio si può notare come l’ambiente, soprattutto nei primi anni, abbia fornito risposte non sempre in linea con quanto atteso.
Dal punto di vista della qualità biologica, stimata con questo metodo, si può tranquillamente affermare che:

• il rilascio di 1,5 m³/s non pare adeguato, ma sembra acuire la situazione;
• il progressivo rilascio di 4,5 e 8,5 m³/s se pur saltuario (in estate per la dichiarazione di siccità si è scesi ad 1 m³/s) ha prodotto effetti poco leggibili.
• i rilasci del 2001 sembrano aver prodotto leggeri effetti positivi, ma il variare delle portate, che per l’applicazione del Q ideologico nei periodi estivi ed invernali si dimezzano, non sembra portare un grande beneficio, infatti nel 2002 si registra una situazione di moderata alterazione che pertanto non conferma il miglioramento registrato durante la magra del 2001.
• nel 2003 i rilasci sono gli stessi dell’ultimo triennio (vedi capitolo portate) ma con due periodi in cui vi è stata una riduzione del DMV fino a 8.4 m3/s dal 10 al 30 aprile ed a 10.2 m³/s dal 1 al 15 maggio. Purtroppo la mancanza dei dati di portata non ci ha permesso di stabilire le cause del miglioramento.
• durante il 2004 le portate risultano leggermente inferiori a quelle del 2003, ed i dati di quest’anno evidenziano, rispetto all’anno precedente, un certo scadimento qualitativo soprattutto per quanto concerne il periodo di morbida.


Torrente Cordevole a Peron

Il torrente Cordevole in località Peron, è stato incluso nel 2001 fra le stazioni di sperimentazione sui rilasci idrici per verificarne gli effetti a livello della derivazione in località La Stanga. I metri cubi al secondo rilasciati sono stati 2,9 m³/s da gennaio ad aprile 2001 e 3,4 m³/s da aprile ad oggi, ad eccezione dei mesi estivi ed invernali in cui il rilascio è diminuito a 1,7 m³/s per l’applicazione del Q ideologico. In aggiunta a ciò nei periodi 10-30 aprile e 1-15 maggio 2003 le portate di rispetto sono diminuite a 2.3 m³/s ed a 2.8 m3/s rispettivamente. Nel 2004 i valori aumentano leggermente in seguito al ricalcalo dell’ADB (Autorità di Bacino).

Analizzando i dati storici, si osserva che la II classe di qualità registrata nel 2001, negli ultimi sette anni si era rinvenuta una sola volta nel periodo di magra 1999, ed anche il numero di unità sistematiche risultava più contenuto rispetto al pregresso. I dati ottenuti nel 2002, corrispondenti ad una II-I classe di qualità biologica con indice biotico pari a 9-10, sembrano offrire un segnale di ripresa qualitativa dopo la parentesi del 2001. La comunità macrobenthonica appare ben strutturata soprattutto a livello dei taxa più sensibili alle alterazioni ambientali, ma carente di un adeguato numero di unità sistematiche. La ripresa iniziata nel 2002 trova conferma nei dati del 2003 che pongono questo tratto del torrente a livello di una I classe di qualità biologica con valore di I.B.E. 10 in morbida e di una classe intermedia tra la I e la II con valore di indice biotico 10-9 in magra. La comunità macrobenthonica appare simile a quanto rilevato nel corso del 2002 ma arricchita nel numero totale di taxa che quindi permettono una migliore entrata quantitativa nella tabella per il calcolo dell’I.B.E. Confrontando i risultati ottenuti con le variazioni di portata registrate a Sass Muss, si nota come nel periodo antecedente il campionamento di morbida non vi siano state grandi variazioni di portata neppure come medie giornaliere. Di questo fenomeno ha ampiamente beneficiato la stabilità della comunità macrobenthonica e ciò si è prodotto nel miglioramento registrato nel 2003.

Nel 2004 il giudizio di qualità biologica varia tra il poco alterato, corrispondente ad una I-II classe di qualità biologica con valore di I.B.E. intermedio tra 10 e 9, in giugno, ed il non alterato in modo sensibile: I classe con indice biotico pari a 10 a settembre. Il lieve miglioramento qualitativo del periodo autunnale è imputabile al maggior numero di unità sistematiche che passano da 16 a 18 in quanto l’entrata qualitativa nella tabella per il calcolo dell’IBE non varia. La struttura delle due schede appare molto simile a livello degli EPT-taxa, sono infatti presenti due plecotteri che vengono sostenuti da un discreto numero di generi di Heptageniidae (due in giugno e tre a settembre) e da tre famiglie di tricotteri. Il resto della scheda IBE si compone soprattutto di ditteri. Interessante inoltre notare che durante la morbida i ditteri Simuliidae ma soprattutto gli oligocheti Naididae compongono, a livello quantitativo, la quasi totalità del macrobenthos, evidenziando un certo squilibrio trofico a livello dei filtratori e dei raccoglitori. I dati di quest’anno confermano quindi una certa ripresa qualitativa iniziata nel 2002 pur rientrando nei range storici variabili tra la I e la II classe di qualità biologica.


Torrente Mis a Gron

Nel tratto a valle della diga di Mis i rilasci, iniziati nel 1997, erano pari a 1 m³/s; a partire dal marzo 2000 sono diminuiti di 0,6 m³/s e dall’aprile del 2001 sono aumentati a 0,709 m³/s. Dal gennaio 2004 sono stati portati a 0,868 m³/s.

A partire dal 1997 si è assistito ad un repentino miglioramento delle condizioni qualitative, con una classe di qualità biologica che passa da una III, o addirittura III-IV, negli anni precedenti, ad una II nell'autunno 1997, a pochi mesi dai rilasci, ed una I classe dal 1998 fino alla fine del 1999. Nel febbraio 2000 era stata stimata una II classe di qualità, ma successivamente la situazione si è evoluta in senso positivo fino a tornare in I classe di qualità. Analizzando però la comunità macrobenthonica si nota come quest’ultima, pur rappresentata da un elevato numero di taxa, è soprattutto ricca di organismi appartenenti alla seconda parte della scheda. L’ingresso orizzontale sulla tabella del calcolo dell’indice biotico inoltre, pur avvenendo al livello massimo, è sostenuto solo da Leuctra e Protonemoura, plecotteri non particolarmente sensibili all’inquinamento.

Anche nel 2002 il giudizio ambientale risulta essere ottimo, con valore d’indice biotico variabile tra 10, in morbida, e 12 in magra. Il numero troppo elevato di taxa rinvenuti, 23 in primavera e 28 in autunno, sembra confermare quanto già affermato in precedenza. La comunità appare infatti troppo ricca soprattutto a livello dei taxa più tolleranti appartenenti alla seconda parte della scheda, tra cui spicca l'elevato numero di oligocheti, particolarmente adatti a vivere in un ambiente ricco di materia organica e supportata solamente da Leuctra e Protonemoura, plecotteri che riescono a sopportare anche elevati carichi organici. Un'analisi approfondita della comunità macrobenthonica rinvenuta nel 2002, dimostra come in realtà, i valori molto elevati di indice biotico registrati, sia frutto di una vera e propria sovrapposizione di due comunità, una discreta ed una, composta da individui scarsamente sensibili all’inquinamento e soprattutto tipici di ambienti a forte carico organico. Pertanto i risultati appaiono oltremodo anomali e non sicuramente in linea con tutti gli altri parametri indagati.

I risultati del 2003 variano tra una II classe di qualità biologica con valore di indice biotico 9 ed una I classe con I.B.E. pari a 11. I dati del periodo di magra sembrano evidenziare un certo assestamento della comunità macrobenthonica che risulta formata da un numero di taxa, 19, che si ripartiscono nella parte medio bassa della scheda I.B.E.. In magra invece le 24 unità sistematiche rinvenute riconfermano i problemi legati alla sovrapposizione di due distinte comunità. In entrambi i periodi di campionamento inoltre il numero dei taxa di drift risulta notevole, 13 in morbida su un totale di 18 unità sistematiche valide, e 11 in magra su un totale di 24. La forte presenza di drift, confermata anche dalle analisi specifiche soprattutto nel periodo di magra, probabilmente arricchisce artificiosamente i taxa rinvenuti creando una sovrastima della qualità biologica. I risultati delle analisi quantitative invece risultano i più bassi dal febbraio 2000, evidenziando un notevole depauperamento a livello dell’alveo fluviale di biomassa macrobethonica che si riflette anche a livello del numero totale di taxa rinvenuti nel 2003, il più basso dalla morbida 1998. Si deve ricordare inoltre, a conferma dei dubbi interpretativi dei risultati ottenuti, che durante il 2003 su 6 controlli effettuati dall’ARPAV ben 5 volte il rilascio era inferiore a quanto previsto.

Durante il 2004 il giudizio di qualità biologica varia tra il leggermente alterato, corrispondente ad una II classe di qualità biologica con valore di I.B.E. 9, ed il poco alterato: II-I classe di qualità con valore di IBE intermedio tra 9 e10. In entrambe le stagioni l’entrata qualitativa nella tabella per il calcolo dell’indice biotico avviene con un solo plecottero, il genere Leuctra, mentre quella quantitativa passa da 17 a 20 unità sistematiche totali determinando il lieve miglioramento biologico del periodo autunnale. In morbida la comunità macrobenthonica appare povera soprattutto di plecotteri, infatti il resto degli EPT-taxa risulta composto da due Heptageniidae e da un buon numero di famiglie di tricotteri. In magra la mancanza dei plecotteri si riconferma così come la struttura generale della prima parte della scheda IBE che perde il secondo Heptageniidae ma nel contempo acquista due famiglie di tricotteri. Quindi la differenza quantitativa dipende dal numero di taxa rinvenuti nella seconda parte della scheda, in cui trovano collocazione gli ordini meno sensibili alle alterazioni del corpo idrico. Tra questi è interessante osservare la comparsa del gasteropode Ancylidae, di cui nel periodo primaverile erano stati rinvenuti unicamente numerosi gusci vuoti.

Dal confronto con i dati storici si conferma la moderata alterazione registrata l’anno scorso dopo un quinquennio caratterizzato mediamente da una I classe di qualità. La magra invece segna una lieve regressione qualitativa rispetto ai dati degli ultimi sette anni. In particolare è interessante notare che per la prima volta a partire dal 1998 non è presente il secondo plecottero.