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METODI

TEST ECOTOSSICOLOGICI

Oltre alle analisi sopra presentate, sono state condotti anche test ecotossicologici con Daphnia magna sull'elutriato del sedimento e con Vibrio fischeri sia sull'elutriato che sul sedimento stesso.

La seguente tabella riporta i risultati ottenuti dall’analisi dell’elutriato con i batteri Vibrio fischeri.

 

EC50 a 5’
EC50 a 30’
Test con Vibrio fischeri
% di inibizione a 5'
Test con Vibrio fischeri
% di inibizione a 15'
Unità di tossicità

S. Caterina
punto 76
elutriato

 

-4,087 (-11,95 to 3,777) hormesis
-5,727 (-15,15 to 3,697) hormesis

S. Caterina
punto 76§
tal quale

 

10330 mg/l (95% confidence range 7422 to 14380)
 
 
0,0096

Cadore
punto 77
elutriato

58.66 (51,10 to 66,23)
60,15 (52,30 to 67,99)
 

Cadore
punto 77
tal quale

2556 mg/l (95% confidence range 1963 to 3327)
 
 
0,0391

Cadore
punto 78
elutriato

10,93 (-2,457 to 24,32)
5,248 (-8,283 to 18,78)
 

Cadore
punto 78
tal quale

6987 mg/l (95% confidence range 5278 to 9250)
 
 
0,0143

Cadore
punto 79
elutriato

28,57 (19,49 to 37,64)
28,44 (18,81 to 38,08)
 

Cadore
punto 79
tal quale

5846 mg/l (95% confidence range 5839 t 5853)
 
 
0,0171

Alleghe
punto 80
elutriato

 
 
30,55 (24,99 to 36,11)
27,20 (21,24 to 33,16)
 

Alleghe
punto 80
tal quale

 
2962 mg/l (95% confidence range 2747 to 3194)
 
 
0,0337

Alleghe
punto 81
elutriato

 
 
12,20 (5,859 to 18,54)
11,96 (6,299 to 17,62)
 

Alleghe
punto 81
tal quale

 
3133 mg/l (95% confidence range 2939 to 3339)
 
 
0,0319

S.Croce
punto 82
elutriato

-0,8173 (-12,77 to 11,13) hormesis
-6,433 (-17,65 to 4,782) hormesis

S. Croce
punto 82
tal quale

7232 mg/l (95% confidence range 6194 to 8446)
 
 
0,0138

S. Croce
punto 83
elutriato

 
 
-4,561 (-12,16 to 3,033) hormesis
-9,625 (-17,88 to 4,782) hormesis
 

S. Croce
punto 83
tal quale

 
44490 mg/l (95% confidence range 36750 to 53870)
 
 
0,0022

S. Croce
punto 84
elutriato

-7,977 (-11,71 to 7,757) hormesis
-8,558 (-18,82 to 1,706) hormesis
 

S. Croce
punto 84
tal quale

14910 mg/l (95% confidence range 12790 to 17380)
 
 
0,0067

Corlo
punto 85
elutriato

58,27% (95% confidence range 54,39 to 62,42)
57,74% % (95% confidence range 54,87 to 60,77)
75,28 (68,51 to 82,04) toxic
75,67 (68,59 to 82,76) toxic
1,73

Corlo
punto 85
tal quale

 
4397mg/l (95% confidence range 3551 to 5444)
 
 
0,0227

Corlo
punto 86
elutriato

 
 
1,599 (-7,967 to 11,16)
-2,942 (-12,75 to 6,862) hormesis
 

Corlo
punto 86
tal quale

 
29120mg/l (95% confidence range 19520 to 43430) 
 
 
0,0034

Per quanto riguarda l’analisi dell’elutriato con i batteri bioluminescenti della specie Vibrio fischeri , i campioni che hanno rilevato maggiore tossicità sono in ordine decrescente i seguenti: “Corlo 85”, “Cadore 77”, “Cadore 79” e “Alleghe 80”, per i quali è stata rilevata un’inibizione della bioluminescenza a 15 minuti rispettivamente del 75,67%, 60,15%, 28,44% e 27,20%. La tossicità rilevata per i campioni Corlo 85 e Cadore 77 è piuttosto marcata e quindi degna di nota. Per i campioni “Cadore 78” e “Alleghe 81” è stata invece rilevata a 5 minuti una riduzione della luminescenza rispettivamente del 10,93 e del 12,20%.
Per tutti gli altri campioni, è stata invece riscontrata una biostimolazione, definita ormesi, da attribuirsi probabilmente alla presenza di sostanza organica. L’organismo cerca in pratica di diluire l’eccesso di nutrienti attraverso processi metabolici che portano ad un aumento della biomassa o, come nel caso dei batteri bioluminescenti, all’aumento dell’emissione luminosa. È altresì noto come anche attività deboli di uno stressore possano determinare un incremento del livello metabolico. Questo fenomeno, di per sé innocuo, è considerato da alcuni autori (Cairns e Niederlehner, 1995) un segnale d’incipiente tossicità.
È bene in ogni caso precisare che i valori d’ormesi registrati sono “modesti”, normalmente inferiori al 20%.
Per quanto riguarda invece l’analisi sul sedimento tal quale, i campioni che hanno rilevato una maggiore inibizione della bioluminescenza sono in ordine decrescente: “Cadore 77”, “Alleghe 80”, “Alleghe 81”, “Corlo 85”, “Cadore 79”, “Cadore 78”, “S. Croce 82”, “S.Caterina 76”, “S.Croce 84”, “Corlo 86” e “S.Croce 83”.
Confrontando i risultati del test condotto sul campione tal quale e quelli sull’elutriato, si può osservare che, per entrambe i test, i laghi che manifestano una maggiore tossicità (inibizione della bioluminescenza) sono il Cadore, Alleghe e Corlo, in particolare i campioni 77, 79, 80, 81 ed 85.

Per esprimere un giudizio di tossicità è stata utilizzata la classificazione proposta da “ Laboratory for biological research in aquatic pollution of the University of Ghent” , la quale si suddivide nelle classi sottoelencate:

non tossico UT = 0
debolmente tossico UT < 1
tossico UT 1-10
molto tossico UT 11-100
estremamente tossico UT > 100

UT = 100 : EC50

I risultati ottenuti con il test di fertilità condotto con Daphnia magna sono riportati nella successiva tabella in cui vengono indicate la percentuale di sopravvivenza a fine test, il numero medio di neonati per femmina per giorno di sopravvivenza e la lunghezza media degli individui al termine del test in ciascun campione.

% dafnie vive
a fine test
N° totale
di neonati 
Lunghezza media
daphnia viva
a fine test (in mm)
N° medio di neonati per
daphnia per gg.
di sopravvivenza

Controllo

100%
716
3,9
3,4

S. Caterina 76

100%
1283
4,9
6,1

Cadore 77

100%
1412
5,0
6,7

Cadore 78

100%
709
5,1
5,6

Cadore 79

90%
1003
4,7
5,3

Alleghe 80

100%
720
5,0
4,3

Alleghe 81

100%
702
4,9
4,2

S. Croce 82

90%
661
4,9
3,6

S. Croce 83

100%
538
4,6
3,7

S. Croce 84

100%
730
4,8
3,5

Corlo 85

100%
498
4,7
2,96

Corlo 86

100%
980
4,94
4,7

È interessante osservare come il numero medio di neonati per daphnia per giorno di sopravvivenza sia in tutti i campioni analizzati, fatta eccezione per il punto 85 del lago di Corlo, superiore a quello registrato per il controllo, facendo così presupporre un effetto di biostimolazione. Per quanto riguarda invece la percentuale di madri sopravvissute a fine test, si può dire che la mortalità è stata bassissima, si è registrata una mortalità del 10% solo per i campioni 79 del lago di Cadore e 82 di S. Croce. Per quanto riguarda infine la lunghezza media degli organismi vivi a fine test, tutti i campioni esaminati presentano una lunghezza media delle daphnie superiore a quella del controllo, presupponendo anche in questo caso un effetto di biostimolazione.
Per verificare se le differenze tra il controllo ed i campioni fossero significative, i dati di fertilità (numero medio di neonati per dafnia per giorni di sopravvivenza), di sopravvivenza delle mamme (numero di mamme vive a fine test) e di lunghezza (lunghezza media a fine test) sono stati saggiati mediante l’analisi della varianza (ANOVA univariata e test di omogeneitá delle varianze) e con 1 test post hoc (t di Dunnett). I risultati ottenuti dal test evidenziano differenze significative (P< 0,05) tra il numero medio di neonati per dafnia per giorno di sopravvivenza del controllo ed i campioni 76 del lago di S. Caterina, 77, 78, 79 del Cadore e 86 del Corlo. In particolare, per i cinque campioni si è verificato un effetto di biostimolazione, con un numero medio di nati significativamente superiore rispetto al controllo, dovuto probabilmente alla presenza di nutrienti (sostanza organica). Tra il controllo ed i restanti campioni non vi è invece nessuna differenza significativa.
Il confronto tra le medie dei valori di sopravvivenza, con t di Dunnett, non evidenzia invece una differenza significativa tra il controllo ed i campioni esaminati, mentre invece si registra una differenza significativa per il parametro “lunghezza media delle daphniae a fine test” tra il controllo e tutti i campioni analizzati: le daphniae dei campioni sono mediamente più lunghe di quelle del controllo.
In conclusione, si può affermare che nessuno dei campioni esaminati ha evidenziato un effetto tossico sulla fertilità della daphnia, al contrario per cinque campioni su undici si è registrato un aumento statisticamente significativo rispetto al controllo del numero dei neonati (fenomeno di biostimolazione), dovuto probabilmente alla presenza di nutrienti. L’effetto di biostimolazione è altresì confermato dalla lunghezza delle daphniae a fine test, significativamente superiore (P< 0,05) per i campioni rispetto al controllo.
Il test a lungo termine non ha infine evidenziato alcun effetto negativo sulla sopravvivenza.

Da un confronto dei risultati ottenuti dai test con i batteri bioluminescenti ed il crostaceo Daphnia magna, si puó affermare che i batteri bioluminescenti della specie Vibrio fischeri sono risultati l’organismo test più sensibile, evidenziando, per alcuni campioni, un effetto inibitorio sulla luminescenza emessa. In particolare, confrontando i risultati del test condotto sul campione tal quale e quelli sull’elutriato, si può osservare che, per entrambe i test, i laghi che manifestano una maggiore tossicità (inibizione della bioluminescenza) sono il Cadore, Alleghe ed il Corlo, in particolare i campioni 77, 79, 80, 81 e 85.